Cosa si “nasconde” dietro l’ultimo video di Giorgia Meloni. In televisione la spiegazione da esperto e l’analisi di Rocco Casalino.
A proposito del prossimo Referendum Giustizia, la Premier Giorgia Meloni si è espressa tramite un video sui social e anche alcune dichiarazioni in tv. In merito alla clip diffusa dalla Presidente del Consiglio, ma anche al recente caso legato alla capa di gabinetto Bartolozzi, ha detto la sua a ‘DiMartedì’ su La7, Rocco Casalino svelando dei retroscena molto interessanti e ponendosi persino una domanda controversa destinata a far discutere.

Rocco Casalino e la verità dietro al video di Giorgia Meloni
In riferimento al video della Premier Meloni sul Referendum Giustizia, l’ex membro del M5S ed ex portavoce di Giuseppe Conte, ha detto: “Questo video di Giorgia Meloni, in realtà, è un buon video”, ha esordito Rocco Casalino parlando nello studio della trasmissione di La7. “Cioè. a me verrebbe da fare i complimenti a chi l’ha pensato perché è studiato nei minimi dettagli. Anche l’aspetto esteriore, il capello liscio e l’immagine molto istituzionale. Tutto molto studiato”.
Secondo Casalino “questo video ha due finalità: è così lungo e dettagliato perché ha la finalità di istruire la sua squadra. La sua squadra chi sono: i consiglieri comunali, regionali e anche i parlamentari, viste le continue gaffe che fanno. E poi tutta una serie di persone molto vicine al suo partito e vicine a lei”. E ancora: “Li istruisce e dà informazioni dettagliate. Come nei matrimoni, quando riempi il bicchiere in alto a piramide e viene l’effetto a cascata con cui si riempiono tutti i bicchieri sottostanti. Lei in questo modo… il video è meno forte dei video precedenti però quel milione e mezzo ha visto un video molto dettagliato e istruttivo e sa cosa dire. Ora può diffondere il verbo come faceva Gesù con gli Apostoli“.
La domanda sul caso Bartolozzi fa discutere
Interessante anche il commento di Casalino in merito al caso Bartolozzi che ha parlato del voto “sì” al referendum per far fuori la magistratura. “Quanto è il danno delle sue parole? Da 1 a 100 direi mille. Direi che è un danno enorme ed è incomprensibile che un capo di gabinetto rimanga al suo posto e non chieda scusa. Diventa comprensibile se lo associamo al caso Almasri […]. La domanda giornalistica che viene, la Meloni e Nordio sono ricattabili? Davvero è inspiegabile che non vengano chieste le dimissioni del capo di gabinetto”, ha detto Casalino.